Home > Società > L’oro bianco dell’Africa tra tradizione emodernità

L’oro bianco dell’Africa tra tradizione emodernità

 

Marisa Glielmi

 

Da un’intervista fatta dal giornalista Antonio Gaspari al presidente dei coltivatori di cotone del Burkina Faso, Francois Traoré, emergono per l’ennesima volta le urgenti difficoltà con cui l’Africa è costretta a confrontarsi per quanto riguarda la coltivazione del cotone che è considerato l’oro bianco di questo Paese.

A questo riguardo viene coniata l’espressione "rivoluzione verde" a motivo della favorevole posizione dei  produttori di cotone rispetto alla possibile introduzione di OGM nelle coltivazioni. Alla domanda di Gaspari se l’introduzione di OGM potrebbe rovinare i piccoli agricoltori africani abolendo i metodi  di semina tradizionali e rendendo i coltivatori dipendenti dalla produzione delle società che vendono le sementi,  Traoré risponde dicendo: "Innanzitutto, occorre sapere che tutti i piccoli agricoltori hanno necessità di crescere. Oggi i metodi di semina tradizionali non riescono più a nutrire le persone. Prima un ettaro si coltivava senza particolari sforzi perché le terre erano fertili e la vegetazione lussureggiante. Oggi ci vuole molto più tempo e occorre anche l’operato di più persone per coltivare quello stesso ettaro. La raccolta è spesso insufficiente per nutrire gli uomini e le famiglie che hanno contribuito alla produzione.

Gli OGM sono per noi uno strumento moderno per aumentare la produzione e sopravvivere. Noi crediamo all’alleanza fra tradizione e modernità e  l’esempio di alcuni paesi va in questa direzione.

Alcune delle tecniche di semina che applichiamo nei nostri campi di cotone ci sono state insegnate dai tecnici che provengono da scuole moderne. Così nella filiera del cotone, il produttore compra ogni anno la quantità di sementi necessarie dalle società sementiere e non trattiene più i semi per riseminarli l’anno dopo.

Inoltre per quanto  concerne la questione della dipendenza, gran parte del materiale dell’agricoltura di oggi non è prodotto da noi. Affinché il piccolo produttore possa crescere è necessaria la correttezza e la sincerità di coloro che lavorano per lo sviluppo attraverso obiettivi precisi ed efficaci e moderne metodologie.

Il legame fra OGM e sviluppo è lo stesso di quello che abbiamo con tutto ciò che è moderno. Non abbiamo inventato il carro.  Esso è stato fortemente osteggiato quando è stato introdotto nella nostra agricoltura. Ricordo bene che mio padre non ha mai voluto coltivare con il carro poiché pensava che potesse favorire la pigrizia.

Con il passare del tempo, abbiamo finalmente capito che l’uomo, grazie alla sua intelligenza, ha trovato modo di utilizzare la forza degli animali per eliminare un lavoro particolarmente gravoso.

Sappiamo anche che le rese sono aumentate allorquando le nostre sementi tradizionali sono state studiate e rafforzate nei laboratori. Se le rese dei semi tradizionali non superano la tonnellata per ettaro, le sementi migliorate possono produrre dalle due alle quattro tonnellate per ettaro. Abbiamo adottato i fertilizzanti ed i fitofarmaci perché ci siamo resi conto che coloro che producono di più utilizzano prodotti chimici ed ottengono così raccolti più abbondanti per nutrirsi ed esportarli verso le nostre aree.

E’ tenendo a mente questi risultati straordinari e temendo la concorrenza che utilizziamo i fitofarmaci. Conosciamo tutti i loro effetti nocivi. Infatti quando un coltivatore utilizza i pesticidi sulle proprie colture immancabilmente li respira e a volte se li spruzza addosso. E’ verosimile che questi prodotti possano intossicare i coltivatori così come inquinano il suolo.

La differenza con gli OGM è che ciò che uccide i parassiti è nella pianta ed è nocivo soltanto ad un tipo di insetto.

Consideriamo molto interessante questa metodologia di coltivazione del cotone, poiché sono unicamente i parassiti che si voglio eliminare che muoiono. Ci sono persone che pongono all’indice questa tecnologia; ci dicono che gli OGM uccideranno lo stesso tutto ciò che si trova vicino alle piante ed aggiungono che continueremo ad usare gli insetticidi esattamente come prima. Queste persone non sono molto coerenti. Quello che noi, ad oggi, abbiamo riscontrato è che grazie agli OGM guadagniamo molto tempo per poterci occupare di altri lavori sul campo. Il mio unico timore è che il mondo intero, e più in particolare la parte più potente, consideri l’Africa solo come un granaio di risorse naturali da poter sfruttare  e che per farlo esso mantenga la popolazione africana nella povertà e non permetta ai suoi tecnici di evolversi nelle conoscenze".

Certamente credibili risultano le preoccupazioni del presidente Traoré, il quale conoscendo a fondo la drammatica situazione economica dell’Africa, descrive  la mancanza di sviluppo nell’ambito agricolo come un grave problema che interessa e impoverisce tutto il Continente. Purtroppo gli investimenti per favorire lo sviluppo  interessano soprattutto le zone urbane, mentre la stragrande maggioranza della popolazione si trova ad abitare le campagne. Questo non fa altro che aumentare il divario tra il benessere della città e la povertà della gente che vive in campagna, dove si beve acqua dalle pozze, ci si nutre di frutti selvatici, e di quel poco che si riesce a coltivare. Quindi la difficoltà nella coltivazione, la cattiva commercializzazione dei prodotti, la mancanza di mezzi di comunicazione e di trasporto ed infine, ma non per questo ultima, la trasformazione all’estero dei prodotti agricoli descrivono un panorama alquanto drammatico che  inchioda questa popolazione al duro piolo della povertà. Ed è proprio davanti a questo scenario che meglio si può comprendere il timore del presidente Traorè  sul possibile sfruttamento, da parte dei potenti di tutto il mondo, di questo Paese unicamente come  granaio di risorse naturali, lasciando l’intera popolazione africana nella povertà e senza offrirle la benché minima opportunità di sviluppo. E mentre continua a soffiare vento di crisi ci rendiamo conto che l’Africa per poter crescere ha bisogno unicamente di lealtà e sincerità da parte di coloro che  possedendo maggiori conoscenze dichiarano di lavorare proprio per lo sviluppo. Che lo dimostrino!

  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...
Codice di sicurezza: